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Archive for the ‘Spiegazioni’ Category

Mentre scrivo, Sara è con me sul divano a giocare con i suoi pupazzi: una mucca che suona se premi (le piace tanto mordicchiarla), un elefante con le orecchie di plastica dell’Ikea, un orsacchiotto con tanti anelli di plastica e un ciuccio. E con tutta questa roba cos’è che preferisce mettere in bocca? I suoi piedini (adeguatamente coperti da calzini pesanti ché comincia a fare un po’ fresco per lei). Ho pensato di passare per dire un po’ cosa è successo in tutto questo tempo che non scrivo sul blog: Sara è cresciuta molto, diventando la degna erede di Siddharta. Ormai ha delle cosce che sembrano dei depositi di tenerezza perché sono cicciotte ma tenere da accarezzare. E lei ogni volta che lo faccio inizia a sorridere. I suoi capelli biondi si stanno allungando e tutta l’abbronzatura di questa estate è andata totalmente via facendo vedere di nuovo quanto è chiara la ciambella. Nel frattempo abbiamo iniziato ad andare in piscina dove lei sembra divertirsi molto a ondeggiare, galleggiare e fare piccoli e rapidi tutti. Poco pianto, un po’ perplessa ogni volta che andiamo, ma dopo iniziano le risate. Poi vorrebbe bere tutta l’acqua della piscina. In realtà, ora ci stiamo riposando proprio da un turno di piscina dove è toccato a me stare in acqua con lei. Settimana prossima sarà la mamma a godersela (oggi Roby mi ha preso in giro perché dice che ero un po’ imbranato… vedremo lei la settimana prossima).

Nel frattempo è iniziato lo svezzamento, prima a base di creme di mais e tapioca, poi riso, ora pastina saporita (ma invisibile) a pranzo e crema di riso alla sera con carne liofilizzata (il pesce non ha avuto grande successo). All’inizio è stato tutto molto più facile, visto che Sara mangiava più tranquillamente. Da qualche giorno non è sempre così partecipativa, e alla fine della pappa il seggiolone e il nostro tavolo somigliano ad un’arena di lotta nel fango.

I pannolini cominciano ad essere un posto un po’ comlicato dove fare cacca, visto che Sara comincia a mangiare in modo più solido e anche ciò che manda via è più solido.

Comincia ad essere un po’ stufa di giocare. Bisogna finirla qui. Nel frattempo dovremo decidere se andare al centro Campania o al Vulcano Buono. Entrembi vanno bene. Ci sono H&M e Zara, e questo serve.

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Leggo un post di Wonderland e mi torna alla mente come è servita molto l’impiccioneria – tutta Meridionale – del dipendente comunale che ho incontrato quando sono andato a dichiarare Sara. Arrivo in circoscrizione (cavolo, i primi piani di una palazzina dove le stanze sono state ricavate dagli appartamenti senza neanche togliere le mattonelle dalle pareti… e qui c’era una bagno, e qui c’era una cucina…) e finalmente riesco a individuare lo sportello (dopo aver letto miriadi di fogliettini scritti a mano che dovrebbero spiegare qualcosa). Compilo il modulo di richiesta (con meravigliosa penna FUCSIA messa a disposizione dell’ufficio) e poi…

IMPIEGATO – é la prima richiesta che fate?

Futuro papà – … si … (non lo vedi che è nata ieri? quando l’avrei dovuta fare questa richiesta?)

IMPIEGATO – allora ve ne servono cinque: assegnifamiliariospedalevaccinazioniASLecodicefiscale

Pensi, beh… ho trovato l’impiegato volenteroso. No, solo ficcanaso… i certificati non li da’ neanche lui, un altro impiegato!

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A Sara piace Bob Marley. Sembra assurdo, me ne rendo conto, ma si addormenta che è un piacere con Redemption Song. Chissà, sarà il modo in cui gliela canto io, sarà che era la canzone che cantavo anche nei primi mesi di conoscenza on-chat alla mamma, sarà che spesso dopo mangiato sembra che Sara sia nelle stesse condizioni in cui si trovano molti rastaman (ganja forever), fatto è che Sara apprezza molto Bob.

Old pirates, yes, they rob I;
Sold I to the merchant ships,
Minutes after they took I
From the bottomless pit.
But my hand was made strong
By the head of the Almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Wont you help to sing
These songs of freedom? –
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs.

Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our minds.
Have no fear for atomic energy,
cause none of them can stop the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look? ooh!
Some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.

Wont you help to sing
These songs of freedom? –
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs;
Redemption songs.

/guitar break/

Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our mind.
Wo! have no fear for atomic energy,
cause none of them-a can-a stop-a the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look?
Yes, some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.
Wont you help to sing
Dese songs of freedom? –
cause all I ever had:
Redemption songs –
All I ever had:
Redemption songs:
These songs of freedom,
Songs of freedom.

Le Ninne (ninnenanne) sono un patrimonio per i neogenitori che, se hanno il culo di beccare subito quelle giuste, hanno risolto un bel po’ di problemi. Noi qualcuna ne abbiamo beccata (sempre Sara permettendo). Per cui, credo sia giusto mettere la nostra esperienza a vantaggio di tutti i futuri genitori.

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La nonna è andata

Da quando è nata Sara, mia madre è andata. Irrimediabilmente, irrecuperabilmente, felicissimamente andata. Nata Sara chissà come è riuscita a trattenersi dal piangere. Sono convinto non sia esplosa in lacrime solo per paura che la cazziassi (come ho fatto per tanto tempo nella mia vita). Il giorno della mia laurea (il primo dei due fratelli) avrebbe voluto versare lacrime di felicità, ma io le dissi di non farlo, di non permettersi perché non ho mai capito il senso delle lacrime di felicità.

Quando lei è nata si è trattenuta, ma sta distillando le lacrime di gioia che le si irradia dagli occhi ogni volta che viene a casa, da cui ormai non riusciamo a schiodarla più. In più di sei anni che viviamo in questa casa, se i miei sono venuti a casa una decina di volte sarà tanto. Dal 23 del mese scorso, sono sempre a casa, ogni volta che possono. E mia madre ha puntualmente Sara in braccio. Con qualche imbarazzo, perché erano tanti anni che non si occupava di neonati (circa 30). Però c’è, come è sempre stato, c’è dove ti aspetti che sia quando ne hai bisogno.

Ma i segnali del suo rimbambimento a causa di Sara sono altrove: sono nel fatto che ha imposto a mio padre di riprendere la sua vecchia Canon Reflex (quella che usava quando io e mio fratello eravamo bambini) per farci maree di foto da trasformare poi in diapositive. Tutto tipico degli anni ’70, quando le Canon le facevano ancora di metallo, il marchio era pressofuso, si usava ancora la pellicola Kodak che doveva essere caricata per ogni scatto. Insomma, un oggetto che Papà non tirava fuori da almeno 10-15 anni e che mio fratello ha autonomamente assegnato alla sua parte della futura eredità. Insomma il giorno dopo la nascita di Sara, mio padre sfodera quest’aggeggio per fare delle foto alla ciambella. Tra l’altro, come si faceva una volta, tutte venute bene (come cavolo è possibile?!). E il giorno dopo ancora, le foto erano già sviluppate e messe in un album (sempre versione anni ’70) per essere mostrate ai loro amici, conoscenti, parenti, vicini e tutta la gente che si trovano oramai nel raggio di pochi centimetri.

Altri segnali sono quando mia madre tiene fra le braccia la ciambella e la guarda, con gli occhi che sorridono meravigliati per l’esistenza di Sara. La tiene, come fosse in un meraviglioso espositore, e la rimira in continuazione.

Ancora segnali ma ora basta. A Sara basterà sapere che la sua nonna paterna, quando lei è nata, è rincretinita per l’eternità, godendosi in anticipo l’effetto che le farà di nuovo quest’estate la piccola Sophia. Ed io non posso che esserne felice.

Che forza, piccola Sara!

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L’ospedale, nella persona del suo primario di ginecologia, si è finalmente deciso a fissare la data di nascita di Sara. Il che significa che, nonostante tutte le belle speranze, la bimba nascerà con un parto cesareo. Finalmente, perché non se ne poteva più. Le ultime 48 ore sono state estremamente stressanti, soprattutto per la mamma, e non vedevamo l’ora. Tra l’altro la nostra ballerina sta facendo le capriole da giorni. Alla 39esima settimana si girata già 3 volte. Venerdì era podalica, Domenica sera era di testa, oggi è trasversale (di testa ma storta). Insomma, basta. Domani mattina ci sarà l’intervento. La mamma sta bene, la piccola sta bene, il padre… ma chi se ne frega!

Per cui, a tutti gli zii e le zie, una comunicazione ufficiale: domani la futura mamma sarà distrutta e il futuro papà dedica solo a se il primo giorno di vita di Sara. Nessuno si aspetti messaggi o foto. Si provvederà (direttamente o attraverso agenzia ANSA) a comunicare il tutto il giorno 24 con pubblicazione ufficiale delle prime immagini e/o video. Nessuno se ne abbia a male.

Tra l’altro, si metteranno a disposizione anche i dati ufficiali. Per cui, vi si volesse impegnare a fare il quadro astrale della nascitura, si accomodi (pare sia importante saperlo).

Ad ora le sensazioni sono ancora poche. Tutto accadrà domani. Un po’ di senso del ridicolo poiché stasera mi sono trovato, verso le 9 di sera, a nascondermi nel bagno della stanza dove la futura mamma passerà la notte insieme al marito della compagna di stanza di Roby. Un tutto nella goliardia degli anni scolastici? No, un’esigenza visto che l’ospedale già citato chiude il proprio orario di visite alle 8 di sera e ci siamo dovuti industriare per passare un po’ di tempo in più con le consorti.

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A quanto pare ci siamo, gli ultimi granelli di sabbia stanno scivolando giù sul fondo della clessidra. La piccolina ha voluto fare un dispetto alla mamma e, sguazzando sguazzando, si è girata nuovamente. Alla 39esima settimana. E così il tanto desiderato parto naturale potrebbe naufragare. Lo sapremo domenica sera, quando dovremo andare presso l’ospedale dove avverrà il parto e fare l’ultima ecografia. Le ipotesi sono due:

  • Sara si gira di nuovo – in questo caso vorrà dire che avremo a che fare con una spiritosona che si diverte a farci stare sulla corda fino alla fine. Inoltre, se questo dovesse accadere, si proverà ad indurre le doglie a Roberta. Questo significherebbe sveglia alle 6.30 di lunedì mattina per Roby (che si sarà ricoverata domenica sera) e attesa che tutto funzioni cercando di invogliare Sara ad uscire dal bellissimo posto dove si trova tanto bene adesso. Tanto da far si che il corpo di Roby, per ora, non ha nessuna intenzione di prepararsi a fare uscire la ciambella.
  • Sara non si gira – in questo caso (Amore mio, mi spiace tanto perché so che ci tenevi) si dovrà intervenire chirurgicamente con un parto cesareo. Nell’ospedale di cui abbiamo già detto i parti di questo tipo si fanno il lunedì, il mercoledì o il venerdì. Per cui, nel caso, Sara potrebbe nascere fra lunedì e mercoledì.

Insomma, l’unica cosa certa è che sarà Toro, come mio fratello suo futuro zio. E questo è già un bel modo di iniziare.

Per me, spero mi permetteranno – in caso di parto cesareo – di rimanere nella sala operatoria. In questo caso… camicemascherinaberrettino e piazzato in un angolo senza dare fastidio a nessuno. Magari riesco anche a prendere Sara appena nata in braccio. In tutto questo, oggi doveva essere una visita pari, poiché il dottore è stato veramente antipatico, arrabbiandosi anche alla nostra ennesima richiesta di spiegazioni. C’è poco da fare, giocare in casa è sempre meglio… una reazione del genere, nel mio ufficio… avrei cominciato a urlare le cose peggiori e più gelide vedendolo diventare piccolo piccolo piccolo… ma non ero in casa mia.

Nel frattempo sarà bene che cominci a ripassare il mio programma post-parto. Giornata passata con le donne della mia vita. Il giorno dopo, inizia un giro di recupero delle cose necessarie a Sara (lettino, passeggino e fasciatoio), dovrò accendere un piccolo mutuo per pagare tutto (e meno male che ci hanno pensato i nonni e le zie), andare a casa e montare il tutto con il futuro nonno (quello che… uohuohuohuohuohuoh), doccia, telefonata in ufficio (è nata! è nata! è nata!), sosta sul lungo-mare (un momento per me, tutto per me, per salutare la mia beata solitudine interiore e fare posto alla bimba) e andare di nuovo in ospedale. Così sembra funzionare… certo, riuscissi anche a portare la macchina all’autolavaggio… ok, ci lavorerò nel fine settimana… CI SIAMO!

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E siamo arrivati alla penultima puntata. E’ qui che Sara farà il bagno all’inizio della sua vita. Questo definirà l’angolo nella nostra casa che le apparterrà. Un angolo della nostra stanza da letto che apparterrà solo a lei, il primo ingresso nel nostro mondo e nella nostra vita (no, troppo romantico). Torniamo sempre allo stesso punto, guardo queste cose e mi viene un po’ da ridere, mi viene da pensare che abbiamo già creato un’atomsfera infiocchettata attorno a questa bimba, a nostra figlia.

Questo pezzo è quello che ha portato via meno tempo. Insomma, avevamo già preso il lettino con le papere – e non ho avuto il coraggio di dire alcunché – vuoi vedere che non permettevo alla futura mamma di scegliere il fasciatoio con le papere? E poi sono carine, stanno bene con la nascitura. E chi se ne frega se mi sento un po’ stupido a guardarlo, a sognare la mia piccola sulle mie braccia, vestita come una bambolina. Non me ne frega niente, perché – giuro – che quando mi vengono questi pensieri sento una felice musichetta che cancella tutto…

Putesse essere allero cu nu spiniello ‘nmocca e a mano dint”a sacca
Putesse essere allero cu mia figlia ‘nbraccia ca”me tocc’a faccia e nun me fa guardà.

Mi sento così, senza aver bisogno di alcun spinello in bocca, forse con la mano in tasca.

L’altro giorno una mia amica, anche lei incinta, mi ha detto che avrebbe voluto parlare con me delle sensazioni che sto provando, avrebbe voluto chiedermi come mi sentivo, se avevo realizzato che fra qualche giorno sarebbe nata Sara. A me sembra che Sara ci sia sempre stata, nella mia testa, e che lentamente sta si sta facendo posto anche nell’anima. Ma come ogni cosa che accade lentamente, avviene senza dare segnali eclatanti di differenza rispetto al resto. I tuoni allo stomaco verranno quando dall’anima e dalla testa arriverà agli occhi. Mah, stasera le cose non mi vengono proprio bene. Vorrei dire cose che vengono fuori con un sono strano, e non mi va. Per cui, piccola mia, dichiaro ben poco al mondo che legge questo giornale d’attesa. Il fasciatoio è stata una scelta consecutiva alle altre. Voleva essere un’amica a
regalarcelo, ma noi gliel’abbiamo impedito. Troppo caro secondo noi, saranno le sorelle della futura mamma a farlo. Alla zia-amica abbiamo lasciato altro. L’ultima puntata del “Corredo papera”. Alla prossima.

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