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Archive for luglio 2008

35,8 – Siberia

E proprio d’estate deve venirmi un raffreddore di proporzioni spaventose? Proprio quando devo rivedere Roby e la ciambella? Mi sento rincoglionito. Sento tutto ovattato, il naso oramai è andato e devo camminare con innumerevoli fazzoletti. Mi fosse almeno venuta la febbre, così mi mettevo a letto. Invece, come al solito, ho una temperatura da Siberia… 35,8!

Almeno la ciambella e Roby sono riuscite ad andare a mare oggi!

Roby e la ciamebella, al loro primo giorno di mare da sole.

Roby e la ciamebella, al loro primo giorno di mare da sole.

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Questa è una foto di quando Sara ancora dormiva nel port-enfant. L’ho caricata tempo fa, poi è rimasta qui a prendere polvere. Oggi l’ho ritrovata e… eccola.

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Ieri notte ho riscoperto il buio. Da quando Sara è nata, io e Roby abbiamo preso a dormire con una luce accesa. In realtà è stata lei che ha innaugurato il tutto; io ho visto questa luce accesa, mi sono chiesto a cosa potesse servire, mi sono dato una risposta e mi sono detto: “OK! :-(” Non che la cosa mi abbia rubato il sonno (il mio è tuttora roccioso, e Sara se proprio vuole che mi alzi, se la deve sudare!) Però ieri notte è stata una sorpresa riscoprire il buio. Purtroppo un lato negativo c’è: non sono con Roby e Sara. Le rivedrò mercoledì, purtroppo solo per la notte. Poi di nuovo venerdì e, finalmente, le vacanze tanto attese. Nel frattempo però recupero un po’ di sonno perduto in questi mesi. E mi coccolo il desiderio di rivedere Roby e Sara. Purtroppo la tecnologia non aiuta, e il mio PC rifiuta di farmi navigare da casa X-( Forse una reazione di Telecom a tutte le bestemmie che di solito mando al suo indirizzo quando leggo la fattura che ci arriva e vedo che, praticamente senza telefonare, spendiamo 104,00 Euro in due mesi. E comincio a vedere le voci assurde:

  • il canone (anni fa si parlava di eliminarlo visto che doveva servire solo un sistema  costruito qualche anno fa e che è abbondamente ammortizzato). Diciamo che ancora lo pago dando un senso economico alle cose;
  • il servizio ADSL (che è flat, quindi c’è sempre… e qui vorrei capire cosa pago visto che il traffico dati non è una variabile che crea costi reali a Telecom)
  • l’IVA (e qui mi fa incazzare il pensiero che devo vedermi crescere i costi del 20% e non posso neanche scaricarmeli in dichiarazione dei redditi)

Ad ogni modo, la situazione è questa.

Fortunatamente i pensieri mi aiutano a vedere questo momento di distanza in modo più lucido. Mi sono gustato il piacere di tornare sulla tavola e andare a vela a Vindicio all’Officina dei venti di Guido. Non vedo l’ora di poterci portare la ciambella. Un po’ di ruggine, per carità, e oggi mi sento un pezza senza sostanza. Però, che bello ritrovare il piacere della vela e del vento…

Ne approfitterò anche per finire di leggere un libro-mattone (già immagino le facce) che sono mesi che porto avanti: La grande strategia dell’Impero Romano.

Magari riesco anche a ribeccare un amico che non vedo dall’anno scorso. Insomma, ne approfitto per recuperare un po’ di dettagli della mia, solo mia, vita. Nulla di straordinario, ma due tre cosine che erano lì a prendere polvere (e si sente tutta sulle mie braccia oggi… che pezza d’uomo che sono!)

Mercoledì, comunque, le rivedo. E’ questo è un pensiero incredibilmente bello che mi fa compagnia.

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In questa foto c’è quello che mi auguro di essere come padre:

Poi ci saranno le lacrime, le incomprensioni, le separazioni… non importa. Oggi non importa. Importa che quelle mani siano le mie, importa che Sara sembrava essere curiosa di questa roba fredda e molla (fino a quando non è arrivata un’onda che le è arrivata fino ai polpacci e lei ha fatto un’epressione un po’ avvilita). Importa che eravamo noi tre in questa foto, anche se non tutti visibili. Mancano 10 giorni alle ferie… non vedo l’ora.

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 Questi sono gli spettacoli che mi godo di ritorno dal lavoro:

Era uno dei miei desideri più forti. Vedere Sara crescere, imparare le cose, conoscerla per capire che tipo è. Ancora non lo so, ma è certo che ciò che non avevo considerato di tutto ciò era il non riuscire a stare al passo. E’ appena nata e già si mette in piedi, già prende le proprie decisioni e si stacca piano piano da noi. Ancora non mi sono abituato all’idea che lei c’è, e nel frattempo già tutto è passato e la ciambella è diventata più grande (ormai circa 6 kg per 60 cm). Era appena ieri che era piccola piccola (o così ci sembrava).

John Lennon cantava a suo figlio Sean:

Life is what happens to you when you’re busy makin’ other plans

Io me lo canto di continuo, per ricordami di non stare troppo dietro ai programmi ed alle aspettative, ché nel frattempo le cose sono andate avanti e rischio sempre di essere sorpassato e irrimediabilmente distaccato.

NOTA Tecnica: Sara è bionda e ha gli occhi azzurri che diventano sempre più simili a quelli del padre. Purtroppo nel video non si capisce per nulla (né nella resa di YouTube né in quella di Vimeo nella quale speravo, ma mi sono scontrato con una profonda delusione). Ad ogni modo, la prossima volta il video cercherò di farlo in pieno sole, nella speranza si capisca meglio.

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Leggo un post di Wonderland e mi torna alla mente come è servita molto l’impiccioneria – tutta Meridionale – del dipendente comunale che ho incontrato quando sono andato a dichiarare Sara. Arrivo in circoscrizione (cavolo, i primi piani di una palazzina dove le stanze sono state ricavate dagli appartamenti senza neanche togliere le mattonelle dalle pareti… e qui c’era una bagno, e qui c’era una cucina…) e finalmente riesco a individuare lo sportello (dopo aver letto miriadi di fogliettini scritti a mano che dovrebbero spiegare qualcosa). Compilo il modulo di richiesta (con meravigliosa penna FUCSIA messa a disposizione dell’ufficio) e poi…

IMPIEGATO – é la prima richiesta che fate?

Futuro papà – … si … (non lo vedi che è nata ieri? quando l’avrei dovuta fare questa richiesta?)

IMPIEGATO – allora ve ne servono cinque: assegnifamiliariospedalevaccinazioniASLecodicefiscale

Pensi, beh… ho trovato l’impiegato volenteroso. No, solo ficcanaso… i certificati non li da’ neanche lui, un altro impiegato!

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