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Archive for giugno 2008

La ciambella è cresciuta

Guardando questo video e quello che già era sul blog mi sono reso conto di quanto sia già cresciuta la ciambella. E anche di quanto siamo rimabi(ni)ti io e Roby. Qui, poi, ci sono i meravigliosi tentativi di Roby di farmi recuperare tutto il bello del vivere quotidiano con la ciabella e che io mi perdo causa lavoro.

Dedicato alle zie ed agli zii (soprattutto a quello Bustocco!)

P.S.: Al 23imo secondo il video migliora molto!

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AUGURI!

Oggi la ciambella compie due mesi di vita. Auguri!

Torta d\'auguri

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Oggi

Oggi ho voglia di scrivere una lettera a mia figlia e cullarmi nell’idea che le sarà consegnata solo fra tanti anni, quando potrà leggerla e capirla come crede. Ho voglia di raccontarle quanto mi scalda il cuore tenerla in braccio, cullarla e vedere che non sempre si addormenta… ma almeno sa che ci sono. Vorrei dirle quanto mi scalda il cuore fissarla negli occhi e vedere che lei sembra avere fiducia in me, in quello che sono oggi. Quando mi affaccio sul suo lettino e la vedo con gli occhi aperti, che mi fissa scandalizzata dal fatto che si è dovuta svegliare eppura piena di speranza che io possa trovare una giusta risposta. E avrei voglia di piangere quando piange anche lei, quando si lamenta per un dolore nei confronti del quale sono impotente. Eppure, forse solo per farmi contento, si tranquillizza un po’ quando la chiamo, quando le do’ il ciuccio. E ritorna, anche solo per qualche secondo prima del successivo strillo di dolore, quella fiducia incondizionata che sembra avere anche per me. Forse è perché mi conosce ancora poco, eppure vorrei che fosse sempre così, che ci fosse sempre questa fiducia in me nelle persone che amo. Sara sembra sapere che la amerò sempre, senza condizioni e senza rimborsi di nessun tipo, perché l’amore è la cosa meno meritocratica che esista nel creato. E sembra volermi dire: “Ho fiducia che questo amore ci sia sempre, ho fiducia in te”.

Io e la mia piccola Sara non usiamo la stessa lingua, non lo faremo mai. Però ci parliamo, senza un verso senso ma forse solo per darci testimonianza della nostra esistenza. Io le faccio SHHH e lei risponde con uno sguardo a Saverio, il suo amico immaginario che le fa tanta compagnia e che ha sempre tanta attenzione. Ovviamente nessunaltro capisce. La verità è che non c’è niente da capire, sono solo tracce di me e di Sara lasciate in giro per la memoria. Serviranno a riscaldarci negli anni, quando ci si troverà ad affrontare il freddo senza fine e forse rimmarremo solo come memoria delle cose vissute insieme. 

Rimarranno tutti i miei errori, nel prenderti, nell’agitarti, nel cercare di farti addormentare quando dovresti mangiare e nel giocare con te quando dovresti dormire. Rimarranno tutti i rimproveri di Roberta che mi dice di fare questo e quello e io sbaglio. Rimarrà nella mia memoria il segno che oggi ho sull’occhio e che scompare ogni momento di più lasciando solo un ricordo della paura e delle risate successive. Rimarrà la convinzione della tua fiducia, che mi accende come una lampada e mi fa scalpitare, mi rimette dentro la voglia di fare di più di ciò che ho fatto, di bruciare tutti i talenti e tutte le abilità, tutte le lamentele che ci sono sempre e che non mi lasceranno mai libero. Rimarrà la bellezza delle mattine in cui lascio te e Roberta dormire insieme, abbracciate, desiderose l’una del calore dell’altra. Rimarrà la pena nel cuore di dovere andar via e di non poter restare tutto il giorno. Rimarrà questa immagine che rifiuta di farsi immobilizzare sulla macchina fotografica. Rimarrà, pur sbiadita dal tempo, dentro la testa, dentro gli occhi, a galleggiare per sempre.

Oggi vorrei stringerti, piccola mia, aggrapparmi a te come ad un salvagente. Esprimo un desiderio che già si esaudisce, perché ci sei a farmi galleggiare oggi.

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Sara cresce e, finalmente, sorride. E lo fa molto la mattina, quando c’è solo la mamma a goderne (devo a lei, infatti, questa foto).

Sara che sorride

Non so a cosa pensa. Ogni volta che vedo queste cose mi viene in mente Paolo Villaggio e Senti chi parla!, con la meravigliosa battuta:

Ma cos’è, scema?!

Nel frattempo il nostro apprendistato continua, con un notevole impegno anche fisico oltre che emotivo. Insomma, decidi di andare a vedere un po’ di negozi dopo mesi che non fai che pensare a tutti meno che a te (dimenticando anche – per la prima volta – l’onomastico di tua moglie … PERDONO!) e ti rendi conto che devi far entrare in una macchina tutto sommato piccola, la seguente lista di cose:

  • struttura/rotelle del passeggino (come fai a fare senza) – allocazione: cofano posteriore (dove non entra più nulla dopo)
  • navetta per tenerla sdraiata in macchina (è l’unica legale per quest’età) – allocazione: divanetto posteriore (dove la mamma deve stringersi per starle vicino, accettando l’idea di non potersi muovere per nulla)
  • ovetto (così nel centro commerciale il passeggino diventa più pratico) – allocazione: sediolino anteriore lato passeggero
  • borsa con tutte le cose per la bimba – allocazione: da qualche parte, sul pavimento della macchina.

Poi ti fermi un attimo è pensi: Ma non volevamo fare shopping?!?!? E DOVE LE METTIAMO LE BUSTE?

L’interrogativo non ha una risposta. Tanto neanche serve, visto che finisce che vai al centro commerciale (il Vulcano buono, per la precisione) e spendi… quanto?… €150, neanche tanto… però… €20 per te (Viva H&M) e poco meno per la futura mamma… e il resto? INDOVINA?! E si sa, la sua roba è piccola e si sistema facilmente (fin tanto che si tratta di abitini!).

A questo si aggiunge, nel fine settimana, un occhio ammaccato rimediato da Futuro papà che ha dato sfoggio della sua imbranatagine sbattendosi violentemente sull’occhio destro il copri-vasca del fasciatoio. I risultati sono stati questi:

Froggy-eye ammaccato

Cose che capitano… si, ai papà RINCOGLIONITI.

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