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Archive for 18 maggio 2008

La nonna è andata

Da quando è nata Sara, mia madre è andata. Irrimediabilmente, irrecuperabilmente, felicissimamente andata. Nata Sara chissà come è riuscita a trattenersi dal piangere. Sono convinto non sia esplosa in lacrime solo per paura che la cazziassi (come ho fatto per tanto tempo nella mia vita). Il giorno della mia laurea (il primo dei due fratelli) avrebbe voluto versare lacrime di felicità, ma io le dissi di non farlo, di non permettersi perché non ho mai capito il senso delle lacrime di felicità.

Quando lei è nata si è trattenuta, ma sta distillando le lacrime di gioia che le si irradia dagli occhi ogni volta che viene a casa, da cui ormai non riusciamo a schiodarla più. In più di sei anni che viviamo in questa casa, se i miei sono venuti a casa una decina di volte sarà tanto. Dal 23 del mese scorso, sono sempre a casa, ogni volta che possono. E mia madre ha puntualmente Sara in braccio. Con qualche imbarazzo, perché erano tanti anni che non si occupava di neonati (circa 30). Però c’è, come è sempre stato, c’è dove ti aspetti che sia quando ne hai bisogno.

Ma i segnali del suo rimbambimento a causa di Sara sono altrove: sono nel fatto che ha imposto a mio padre di riprendere la sua vecchia Canon Reflex (quella che usava quando io e mio fratello eravamo bambini) per farci maree di foto da trasformare poi in diapositive. Tutto tipico degli anni ’70, quando le Canon le facevano ancora di metallo, il marchio era pressofuso, si usava ancora la pellicola Kodak che doveva essere caricata per ogni scatto. Insomma, un oggetto che Papà non tirava fuori da almeno 10-15 anni e che mio fratello ha autonomamente assegnato alla sua parte della futura eredità. Insomma il giorno dopo la nascita di Sara, mio padre sfodera quest’aggeggio per fare delle foto alla ciambella. Tra l’altro, come si faceva una volta, tutte venute bene (come cavolo è possibile?!). E il giorno dopo ancora, le foto erano già sviluppate e messe in un album (sempre versione anni ’70) per essere mostrate ai loro amici, conoscenti, parenti, vicini e tutta la gente che si trovano oramai nel raggio di pochi centimetri.

Altri segnali sono quando mia madre tiene fra le braccia la ciambella e la guarda, con gli occhi che sorridono meravigliati per l’esistenza di Sara. La tiene, come fosse in un meraviglioso espositore, e la rimira in continuazione.

Ancora segnali ma ora basta. A Sara basterà sapere che la sua nonna paterna, quando lei è nata, è rincretinita per l’eternità, godendosi in anticipo l’effetto che le farà di nuovo quest’estate la piccola Sophia. Ed io non posso che esserne felice.

Che forza, piccola Sara!

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