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Archive for maggio 2008

A Sara piace Bob Marley. Sembra assurdo, me ne rendo conto, ma si addormenta che è un piacere con Redemption Song. Chissà, sarà il modo in cui gliela canto io, sarà che era la canzone che cantavo anche nei primi mesi di conoscenza on-chat alla mamma, sarà che spesso dopo mangiato sembra che Sara sia nelle stesse condizioni in cui si trovano molti rastaman (ganja forever), fatto è che Sara apprezza molto Bob.

Old pirates, yes, they rob I;
Sold I to the merchant ships,
Minutes after they took I
From the bottomless pit.
But my hand was made strong
By the head of the Almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Wont you help to sing
These songs of freedom? –
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs.

Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our minds.
Have no fear for atomic energy,
cause none of them can stop the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look? ooh!
Some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.

Wont you help to sing
These songs of freedom? –
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs;
Redemption songs.

/guitar break/

Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our mind.
Wo! have no fear for atomic energy,
cause none of them-a can-a stop-a the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look?
Yes, some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.
Wont you help to sing
Dese songs of freedom? –
cause all I ever had:
Redemption songs –
All I ever had:
Redemption songs:
These songs of freedom,
Songs of freedom.

Le Ninne (ninnenanne) sono un patrimonio per i neogenitori che, se hanno il culo di beccare subito quelle giuste, hanno risolto un bel po’ di problemi. Noi qualcuna ne abbiamo beccata (sempre Sara permettendo). Per cui, credo sia giusto mettere la nostra esperienza a vantaggio di tutti i futuri genitori.

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Una signorina

E per una delle sue prime uscite dai nonni più lontani, la piccola ha voluto a tutti i costi vestirsi come una signorina. E noi non abbiamo potuto fare altro che accontentarla, per la gioia della nonna che le aveva regalato questo vestitino.

Signorina Sara

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Chi sono i Papà!

Prima di andare a nanna, credo sia interessante vedere questo video. Spiega fin troppo bene cosa accade 🙂 Dedicato a Wonderland ed alla paura che gli ho fatto venire (c’è sempre chi si organizza).

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Benvenuto Lorenzo

Oggi un grande augurio ai cuccioli. Oggi nasce LORENZO (e sono zio) e SARA compie un mese!

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Fare il bagnetto a Sara è stata un’esperienza strepitosa. Appena arrivato a casa, dopo un diluvio che mi si è precipitato sul cuoio capelluto – perché ormai questo è rimasto – e dopo aver sistemato la macchina in uno dei miei rari colpi di fortuna con il parcheggio, ho trovato Roby in fibrillazione per quello che stavamo per fare. Approfittiamo del fatto che Sara si è appena svegliata e cominciamo a muoverci rapidamente. Prima di spogliare lei, mi cambio io passando dal completo gessato per il lavoro all’orrore estetico che indosso per casa. Roby nel frattempo mette l’acqua nella vasca che si trova sotto il ripiano del fasciatoio. Shampoo, bagnoschiuma, polvere all’avena della Aveeno (che puzza da far paura), spugna naturale e… iniziamo. La prima emozione è stata spogliare la cucciola. Insomma, sono passate più di tre settimane dalla sua nascita e non l’avevo ancora vista tutta nuda. Non lo vorrei dire… no, lo vorrei proprio urlare: MI FIGLIA E’ BELLISSIMA NUDA! Un batuffolo rosa sorridente. Lei era lì e mi guardava interessata di ciò che stava succedendo. Poi l’abbiamo pesata (3,915 Kg!) e l’abbiamo lentamente immersa nella vaschetta, con l’acqua a 37-38 gradi. Prima due gocce d’acqua calda sulla pancia e sulle braccia, poi un po’ di più e dopo qualche secondo l’abbiamo immersa nell’acqua fino alle spalle. E la sua espressione… è passata da una sopresa alla curiosità per ciò che stava accadendo. Poi, il piacere e la beatitudine per tutto quel calore. Una sensazione che le mancava da settimane, da quando è nata. E lì si è abbandonata alle nostre carezze calde, alle nostre cure. E quello è stato… è stato fenomenale. Insomma io ora non riesco a parlarne più di tanto perché mi sto ancora assaporando la sensazione e me la sto guardando dormire nel passeggino. Per cui ora mollo e me ne torno nei miei pensieri, e magari nei prossimi giorni torno su queste sensazioni. Nel frattempo, cercherò di aprire un nostro spazio su www.mammenellarete.com. Ci sono delle cose fenomenali per quanto sono uno specchio di ciò che ci accade. E poi, è uno spazio amico (Tiziano rules)

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La nonna è andata

Da quando è nata Sara, mia madre è andata. Irrimediabilmente, irrecuperabilmente, felicissimamente andata. Nata Sara chissà come è riuscita a trattenersi dal piangere. Sono convinto non sia esplosa in lacrime solo per paura che la cazziassi (come ho fatto per tanto tempo nella mia vita). Il giorno della mia laurea (il primo dei due fratelli) avrebbe voluto versare lacrime di felicità, ma io le dissi di non farlo, di non permettersi perché non ho mai capito il senso delle lacrime di felicità.

Quando lei è nata si è trattenuta, ma sta distillando le lacrime di gioia che le si irradia dagli occhi ogni volta che viene a casa, da cui ormai non riusciamo a schiodarla più. In più di sei anni che viviamo in questa casa, se i miei sono venuti a casa una decina di volte sarà tanto. Dal 23 del mese scorso, sono sempre a casa, ogni volta che possono. E mia madre ha puntualmente Sara in braccio. Con qualche imbarazzo, perché erano tanti anni che non si occupava di neonati (circa 30). Però c’è, come è sempre stato, c’è dove ti aspetti che sia quando ne hai bisogno.

Ma i segnali del suo rimbambimento a causa di Sara sono altrove: sono nel fatto che ha imposto a mio padre di riprendere la sua vecchia Canon Reflex (quella che usava quando io e mio fratello eravamo bambini) per farci maree di foto da trasformare poi in diapositive. Tutto tipico degli anni ’70, quando le Canon le facevano ancora di metallo, il marchio era pressofuso, si usava ancora la pellicola Kodak che doveva essere caricata per ogni scatto. Insomma, un oggetto che Papà non tirava fuori da almeno 10-15 anni e che mio fratello ha autonomamente assegnato alla sua parte della futura eredità. Insomma il giorno dopo la nascita di Sara, mio padre sfodera quest’aggeggio per fare delle foto alla ciambella. Tra l’altro, come si faceva una volta, tutte venute bene (come cavolo è possibile?!). E il giorno dopo ancora, le foto erano già sviluppate e messe in un album (sempre versione anni ’70) per essere mostrate ai loro amici, conoscenti, parenti, vicini e tutta la gente che si trovano oramai nel raggio di pochi centimetri.

Altri segnali sono quando mia madre tiene fra le braccia la ciambella e la guarda, con gli occhi che sorridono meravigliati per l’esistenza di Sara. La tiene, come fosse in un meraviglioso espositore, e la rimira in continuazione.

Ancora segnali ma ora basta. A Sara basterà sapere che la sua nonna paterna, quando lei è nata, è rincretinita per l’eternità, godendosi in anticipo l’effetto che le farà di nuovo quest’estate la piccola Sophia. Ed io non posso che esserne felice.

Che forza, piccola Sara!

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Polpetta attonita sul divano

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