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Archive for aprile 2008

Quanto è buono il dito

L’uccellino fissa, guarda con i suoi occhioni che dicono siano uguali ai miei. Io non lo so, ma sono meravigliosi. Però non è tutto sereno. Anzi. Devo anzi confessare che la prima notte a casa, con lei che ci ha tenuti svegli fino alle 6 del mattino… è stato duro ritrovare la voglia, i sentimenti che mi hanno spinto a iniziare a scrivere questo blog. E’ stato molto più semplice pensare: “Ma chi ce l’ha fatto fare?” Per un attimo ho visto la fine della vita costruita con Roby, con tutte le sue abitudini e le sue dormitone fatte nei week-end. Basta, tutto finito. Panico.

Ma le cose sono un po’ più articolate e non le ho messe ancora a fuoco. Ed è comunque importante lasciare a Sara una memoria di quella notte, di quelle sensazioni. Nel frattempo… l’uccellino fissa e lascia estasiato.

L'uccellino ci fissa

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Mia figlia non ha il naso

E finalmente eccola qui nostra figlia, la nostra ciambella, in tutta la sua bellezza. E nessuno si sogni di rompere le scatole sul fatto che i bimbi sono tutti belli o che è l’amore di padre: Sara è bellissima!

E’ nata alle 9.00 di stamattina, dopo un intervento rapido fatto alla madre. Ha già succhiato il primo colostro, ha meconiato (come dicono le infermiere) e ha già dormito tanto vicino alla madre ma, soprattutto, in braccio al padre! Almeno faccio da culla alla mia piccolina.

Per il resto stasera sono troppo pieno di calma, tranquillità e convinzione di aver capito tutto della vita per mettermi a scrivere cose. Nei prossimi giorni. Per ora mi voglio solo godere la piccola Sara. E, contravvenendo a quanto avevo detto, una foto non potevo non metterla sul diario di viaggio.

Prima foto di Sara ad occhi aperti

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L’ospedale, nella persona del suo primario di ginecologia, si è finalmente deciso a fissare la data di nascita di Sara. Il che significa che, nonostante tutte le belle speranze, la bimba nascerà con un parto cesareo. Finalmente, perché non se ne poteva più. Le ultime 48 ore sono state estremamente stressanti, soprattutto per la mamma, e non vedevamo l’ora. Tra l’altro la nostra ballerina sta facendo le capriole da giorni. Alla 39esima settimana si girata già 3 volte. Venerdì era podalica, Domenica sera era di testa, oggi è trasversale (di testa ma storta). Insomma, basta. Domani mattina ci sarà l’intervento. La mamma sta bene, la piccola sta bene, il padre… ma chi se ne frega!

Per cui, a tutti gli zii e le zie, una comunicazione ufficiale: domani la futura mamma sarà distrutta e il futuro papà dedica solo a se il primo giorno di vita di Sara. Nessuno si aspetti messaggi o foto. Si provvederà (direttamente o attraverso agenzia ANSA) a comunicare il tutto il giorno 24 con pubblicazione ufficiale delle prime immagini e/o video. Nessuno se ne abbia a male.

Tra l’altro, si metteranno a disposizione anche i dati ufficiali. Per cui, vi si volesse impegnare a fare il quadro astrale della nascitura, si accomodi (pare sia importante saperlo).

Ad ora le sensazioni sono ancora poche. Tutto accadrà domani. Un po’ di senso del ridicolo poiché stasera mi sono trovato, verso le 9 di sera, a nascondermi nel bagno della stanza dove la futura mamma passerà la notte insieme al marito della compagna di stanza di Roby. Un tutto nella goliardia degli anni scolastici? No, un’esigenza visto che l’ospedale già citato chiude il proprio orario di visite alle 8 di sera e ci siamo dovuti industriare per passare un po’ di tempo in più con le consorti.

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A quanto pare ci siamo, gli ultimi granelli di sabbia stanno scivolando giù sul fondo della clessidra. La piccolina ha voluto fare un dispetto alla mamma e, sguazzando sguazzando, si è girata nuovamente. Alla 39esima settimana. E così il tanto desiderato parto naturale potrebbe naufragare. Lo sapremo domenica sera, quando dovremo andare presso l’ospedale dove avverrà il parto e fare l’ultima ecografia. Le ipotesi sono due:

  • Sara si gira di nuovo – in questo caso vorrà dire che avremo a che fare con una spiritosona che si diverte a farci stare sulla corda fino alla fine. Inoltre, se questo dovesse accadere, si proverà ad indurre le doglie a Roberta. Questo significherebbe sveglia alle 6.30 di lunedì mattina per Roby (che si sarà ricoverata domenica sera) e attesa che tutto funzioni cercando di invogliare Sara ad uscire dal bellissimo posto dove si trova tanto bene adesso. Tanto da far si che il corpo di Roby, per ora, non ha nessuna intenzione di prepararsi a fare uscire la ciambella.
  • Sara non si gira – in questo caso (Amore mio, mi spiace tanto perché so che ci tenevi) si dovrà intervenire chirurgicamente con un parto cesareo. Nell’ospedale di cui abbiamo già detto i parti di questo tipo si fanno il lunedì, il mercoledì o il venerdì. Per cui, nel caso, Sara potrebbe nascere fra lunedì e mercoledì.

Insomma, l’unica cosa certa è che sarà Toro, come mio fratello suo futuro zio. E questo è già un bel modo di iniziare.

Per me, spero mi permetteranno – in caso di parto cesareo – di rimanere nella sala operatoria. In questo caso… camicemascherinaberrettino e piazzato in un angolo senza dare fastidio a nessuno. Magari riesco anche a prendere Sara appena nata in braccio. In tutto questo, oggi doveva essere una visita pari, poiché il dottore è stato veramente antipatico, arrabbiandosi anche alla nostra ennesima richiesta di spiegazioni. C’è poco da fare, giocare in casa è sempre meglio… una reazione del genere, nel mio ufficio… avrei cominciato a urlare le cose peggiori e più gelide vedendolo diventare piccolo piccolo piccolo… ma non ero in casa mia.

Nel frattempo sarà bene che cominci a ripassare il mio programma post-parto. Giornata passata con le donne della mia vita. Il giorno dopo, inizia un giro di recupero delle cose necessarie a Sara (lettino, passeggino e fasciatoio), dovrò accendere un piccolo mutuo per pagare tutto (e meno male che ci hanno pensato i nonni e le zie), andare a casa e montare il tutto con il futuro nonno (quello che… uohuohuohuohuohuoh), doccia, telefonata in ufficio (è nata! è nata! è nata!), sosta sul lungo-mare (un momento per me, tutto per me, per salutare la mia beata solitudine interiore e fare posto alla bimba) e andare di nuovo in ospedale. Così sembra funzionare… certo, riuscissi anche a portare la macchina all’autolavaggio… ok, ci lavorerò nel fine settimana… CI SIAMO!

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Capisco l’eccitazione per la nascita della piccola. Capisco l’impazienza di chi ci ha sentiti in questi mesi. Capisco tutto, veramente. Però una conversazione del genere…

Futuro papà: Ciao, come stai?

Amico: Bene bene, ma dimmi… com’è la situazione?

Futuro papà: Tutto bene, io e Roby…

Amico: NON ME NE FREGA NIENTE DI COME STATE VOI… E’ NATA LA BIMBA?

Poi dice che non è vero che ci mettiamo un dittatore in casa 🙂

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Intanto che ti aspettiamo, piccola mia, esprimo un desiderio: vorrei la tua vita fosse una continua risata! Felicità, infeicità, cose un po’ complicate, non te le so spiegare. Ma questa… ci riesco a spiegartela. Non vedo l’ora di guardarti, farti boccacce e rimanere in attesa della tua reazione, della tua risata. E’ molto meglio che fare altre cose, ciambella mia. E mi auguro tu già lo faccia mentre prepari i bagagli per andare via dalla tua culla attuale e venirci a trovare. Dalla pancia di Roby si sente chiaramente che stai preparando il trolley. D’altronde, Roby ha fatto la borsa… e siccome sarete essenzialmente in due, mi pare normale stia facendo anche tu le valige.

Nel frattempo ti faccio vedere come si fa:

Per inciso, ciambellina mia, di fronte una scena de genere vedresti il tuo papà sciogliersi dalle risate e dalle lacrime di commozione. Per propiziare la cosa, il futuro papà sta mettendo da parte cose risibili. E cerca cerca… è uscita fuori una foto di quando il sottoscritto aveva 20, era studente universitario e faceva tanti kilometri la settimana negli autobus per andare all’università. L’ho messa da parte perché, potenzialmente, ha due grossi utilizzi:

  • scatenare le tue risate (e quelle di tutti coloro che la guardino);
  • dimostrare incontrovertibilmente che c’è stato un tempo in cui sopra la testa del tuo futuro papà vivevano, proliferavano e si affollavano tanti, tanti, tanti capelli!

Sono convinto funzionerà!

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E siamo arrivati alla penultima puntata. E’ qui che Sara farà il bagno all’inizio della sua vita. Questo definirà l’angolo nella nostra casa che le apparterrà. Un angolo della nostra stanza da letto che apparterrà solo a lei, il primo ingresso nel nostro mondo e nella nostra vita (no, troppo romantico). Torniamo sempre allo stesso punto, guardo queste cose e mi viene un po’ da ridere, mi viene da pensare che abbiamo già creato un’atomsfera infiocchettata attorno a questa bimba, a nostra figlia.

Questo pezzo è quello che ha portato via meno tempo. Insomma, avevamo già preso il lettino con le papere – e non ho avuto il coraggio di dire alcunché – vuoi vedere che non permettevo alla futura mamma di scegliere il fasciatoio con le papere? E poi sono carine, stanno bene con la nascitura. E chi se ne frega se mi sento un po’ stupido a guardarlo, a sognare la mia piccola sulle mie braccia, vestita come una bambolina. Non me ne frega niente, perché – giuro – che quando mi vengono questi pensieri sento una felice musichetta che cancella tutto…

Putesse essere allero cu nu spiniello ‘nmocca e a mano dint”a sacca
Putesse essere allero cu mia figlia ‘nbraccia ca”me tocc’a faccia e nun me fa guardà.

Mi sento così, senza aver bisogno di alcun spinello in bocca, forse con la mano in tasca.

L’altro giorno una mia amica, anche lei incinta, mi ha detto che avrebbe voluto parlare con me delle sensazioni che sto provando, avrebbe voluto chiedermi come mi sentivo, se avevo realizzato che fra qualche giorno sarebbe nata Sara. A me sembra che Sara ci sia sempre stata, nella mia testa, e che lentamente sta si sta facendo posto anche nell’anima. Ma come ogni cosa che accade lentamente, avviene senza dare segnali eclatanti di differenza rispetto al resto. I tuoni allo stomaco verranno quando dall’anima e dalla testa arriverà agli occhi. Mah, stasera le cose non mi vengono proprio bene. Vorrei dire cose che vengono fuori con un sono strano, e non mi va. Per cui, piccola mia, dichiaro ben poco al mondo che legge questo giornale d’attesa. Il fasciatoio è stata una scelta consecutiva alle altre. Voleva essere un’amica a
regalarcelo, ma noi gliel’abbiamo impedito. Troppo caro secondo noi, saranno le sorelle della futura mamma a farlo. Alla zia-amica abbiamo lasciato altro. L’ultima puntata del “Corredo papera”. Alla prossima.

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