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Guardando questo video e quello che già era sul blog mi sono reso conto di quanto sia già cresciuta la ciambella. E anche di quanto siamo rimabi(ni)ti io e Roby. Qui, poi, ci sono i meravigliosi tentativi di Roby di farmi recuperare tutto il bello del vivere quotidiano con la ciabella e che io mi perdo causa lavoro.

Dedicato alle zie ed agli zii (soprattutto a quello Bustocco!)

P.S.: Al 23imo secondo il video migliora molto!

AUGURI!

Oggi la ciambella compie due mesi di vita. Auguri!

Torta d\'auguri

Oggi

Oggi ho voglia di scrivere una lettera a mia figlia e cullarmi nell’idea che le sarà consegnata solo fra tanti anni, quando potrà leggerla e capirla come crede. Ho voglia di raccontarle quanto mi scalda il cuore tenerla in braccio, cullarla e vedere che non sempre si addormenta… ma almeno sa che ci sono. Vorrei dirle quanto mi scalda il cuore fissarla negli occhi e vedere che lei sembra avere fiducia in me, in quello che sono oggi. Quando mi affaccio sul suo lettino e la vedo con gli occhi aperti, che mi fissa scandalizzata dal fatto che si è dovuta svegliare eppura piena di speranza che io possa trovare una giusta risposta. E avrei voglia di piangere quando piange anche lei, quando si lamenta per un dolore nei confronti del quale sono impotente. Eppure, forse solo per farmi contento, si tranquillizza un po’ quando la chiamo, quando le do’ il ciuccio. E ritorna, anche solo per qualche secondo prima del successivo strillo di dolore, quella fiducia incondizionata che sembra avere anche per me. Forse è perché mi conosce ancora poco, eppure vorrei che fosse sempre così, che ci fosse sempre questa fiducia in me nelle persone che amo. Sara sembra sapere che la amerò sempre, senza condizioni e senza rimborsi di nessun tipo, perché l’amore è la cosa meno meritocratica che esista nel creato. E sembra volermi dire: “Ho fiducia che questo amore ci sia sempre, ho fiducia in te”.

Io e la mia piccola Sara non usiamo la stessa lingua, non lo faremo mai. Però ci parliamo, senza un verso senso ma forse solo per darci testimonianza della nostra esistenza. Io le faccio SHHH e lei risponde con uno sguardo a Saverio, il suo amico immaginario che le fa tanta compagnia e che ha sempre tanta attenzione. Ovviamente nessunaltro capisce. La verità è che non c’è niente da capire, sono solo tracce di me e di Sara lasciate in giro per la memoria. Serviranno a riscaldarci negli anni, quando ci si troverà ad affrontare il freddo senza fine e forse rimmarremo solo come memoria delle cose vissute insieme. 

Rimarranno tutti i miei errori, nel prenderti, nell’agitarti, nel cercare di farti addormentare quando dovresti mangiare e nel giocare con te quando dovresti dormire. Rimarranno tutti i rimproveri di Roberta che mi dice di fare questo e quello e io sbaglio. Rimarrà nella mia memoria il segno che oggi ho sull’occhio e che scompare ogni momento di più lasciando solo un ricordo della paura e delle risate successive. Rimarrà la convinzione della tua fiducia, che mi accende come una lampada e mi fa scalpitare, mi rimette dentro la voglia di fare di più di ciò che ho fatto, di bruciare tutti i talenti e tutte le abilità, tutte le lamentele che ci sono sempre e che non mi lasceranno mai libero. Rimarrà la bellezza delle mattine in cui lascio te e Roberta dormire insieme, abbracciate, desiderose l’una del calore dell’altra. Rimarrà la pena nel cuore di dovere andar via e di non poter restare tutto il giorno. Rimarrà questa immagine che rifiuta di farsi immobilizzare sulla macchina fotografica. Rimarrà, pur sbiadita dal tempo, dentro la testa, dentro gli occhi, a galleggiare per sempre.

Oggi vorrei stringerti, piccola mia, aggrapparmi a te come ad un salvagente. Esprimo un desiderio che già si esaudisce, perché ci sei a farmi galleggiare oggi.

Sara cresce e, finalmente, sorride. E lo fa molto la mattina, quando c’è solo la mamma a goderne (devo a lei, infatti, questa foto).

Sara che sorride

Non so a cosa pensa. Ogni volta che vedo queste cose mi viene in mente Paolo Villaggio e Senti chi parla!, con la meravigliosa battuta:

Ma cos’è, scema?!

Nel frattempo il nostro apprendistato continua, con un notevole impegno anche fisico oltre che emotivo. Insomma, decidi di andare a vedere un po’ di negozi dopo mesi che non fai che pensare a tutti meno che a te (dimenticando anche - per la prima volta - l’onomastico di tua moglie … PERDONO!) e ti rendi conto che devi far entrare in una macchina tutto sommato piccola, la seguente lista di cose:

  • struttura/rotelle del passeggino (come fai a fare senza) - allocazione: cofano posteriore (dove non entra più nulla dopo)
  • navetta per tenerla sdraiata in macchina (è l’unica legale per quest’età) - allocazione: divanetto posteriore (dove la mamma deve stringersi per starle vicino, accettando l’idea di non potersi muovere per nulla)
  • ovetto (così nel centro commerciale il passeggino diventa più pratico) - allocazione: sediolino anteriore lato passeggero
  • borsa con tutte le cose per la bimba - allocazione: da qualche parte, sul pavimento della macchina.

Poi ti fermi un attimo è pensi: Ma non volevamo fare shopping?!?!? E DOVE LE METTIAMO LE BUSTE?

L’interrogativo non ha una risposta. Tanto neanche serve, visto che finisce che vai al centro commerciale (il Vulcano buono, per la precisione) e spendi… quanto?… €150, neanche tanto… però… €20 per te (Viva H&M) e poco meno per la futura mamma… e il resto? INDOVINA?! E si sa, la sua roba è piccola e si sistema facilmente (fin tanto che si tratta di abitini!).

A questo si aggiunge, nel fine settimana, un occhio ammaccato rimediato da Futuro papà che ha dato sfoggio della sua imbranatagine sbattendosi violentemente sull’occhio destro il copri-vasca del fasciatoio. I risultati sono stati questi:

Froggy-eye ammaccato

Cose che capitano… si, ai papà RINCOGLIONITI.

A Sara piace Bob Marley. Sembra assurdo, me ne rendo conto, ma si addormenta che è un piacere con Redemption Song. Chissà, sarà il modo in cui gliela canto io, sarà che era la canzone che cantavo anche nei primi mesi di conoscenza on-chat alla mamma, sarà che spesso dopo mangiato sembra che Sara sia nelle stesse condizioni in cui si trovano molti rastaman (ganja forever), fatto è che Sara apprezza molto Bob.

 

Old pirates, yes, they rob I;
Sold I to the merchant ships,
Minutes after they took I
From the bottomless pit.
But my hand was made strong
By the head of the Almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Wont you help to sing
These songs of freedom? -
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs.

Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our minds.
Have no fear for atomic energy,
cause none of them can stop the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look? ooh!
Some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.

Wont you help to sing
These songs of freedom? -
cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs;
Redemption songs.

/guitar break/

Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our mind.
Wo! have no fear for atomic energy,
cause none of them-a can-a stop-a the time.
How long shall they kill our prophets,
While we stand aside and look?
Yes, some say its just a part of it:
Weve got to fulfil de book.
Wont you help to sing
Dese songs of freedom? -
cause all I ever had:
Redemption songs -
All I ever had:
Redemption songs:
These songs of freedom,
Songs of freedom.

Le Ninne (ninnenanne) sono un patrimonio per i neogenitori che, se hanno il culo di beccare subito quelle giuste, hanno risolto un bel po’ di problemi. Noi qualcuna ne abbiamo beccata (sempre Sara permettendo). Per cui, credo sia giusto mettere la nostra esperienza a vantaggio di tutti i futuri genitori.

Una signorina

E per una delle sue prime uscite dai nonni più lontani, la piccola ha voluto a tutti i costi vestirsi come una signorina. E noi non abbiamo potuto fare altro che accontentarla, per la gioia della nonna che le aveva regalato questo vestitino.

Signorina Sara

Chi sono i Papà!

Prima di andare a nanna, credo sia interessante vedere questo video. Spiega fin troppo bene cosa accade :-) Dedicato a Wonderland ed alla paura che gli ho fatto venire (c’è sempre chi si organizza).

Benvenuto Lorenzo

Oggi un grande augurio ai cuccioli. Oggi nasce LORENZO (e sono zio) e SARA compie un mese!

Un bagno all’avena

Fare il bagnetto a Sara è stata un’esperienza strepitosa. Appena arrivato a casa, dopo un diluvio che mi si è precipitato sul cuoio capelluto - perché ormai questo è rimasto - e dopo aver sistemato la macchina in uno dei miei rari colpi di fortuna con il parcheggio, ho trovato Roby in fibrillazione per quello che stavamo per fare. Approfittiamo del fatto che Sara si è appena svegliata e cominciamo a muoverci rapidamente. Prima di spogliare lei, mi cambio io passando dal completo gessato per il lavoro all’orrore estetico che indosso per casa. Roby nel frattempo mette l’acqua nella vasca che si trova sotto il ripiano del fasciatoio. Shampoo, bagnoschiuma, polvere all’avena della Aveeno (che puzza da far paura), spugna naturale e… iniziamo. La prima emozione è stata spogliare la cucciola. Insomma, sono passate più di tre settimane dalla sua nascita e non l’avevo ancora vista tutta nuda. Non lo vorrei dire… no, lo vorrei proprio urlare: MI FIGLIA E’ BELLISSIMA NUDA! Un batuffolo rosa sorridente. Lei era lì e mi guardava interessata di ciò che stava succedendo. Poi l’abbiamo pesata (3,915 Kg!) e l’abbiamo lentamente immersa nella vaschetta, con l’acqua a 37-38 gradi. Prima due gocce d’acqua calda sulla pancia e sulle braccia, poi un po’ di più e dopo qualche secondo l’abbiamo immersa nell’acqua fino alle spalle. E la sua espressione… è passata da una sopresa alla curiosità per ciò che stava accadendo. Poi, il piacere e la beatitudine per tutto quel calore. Una sensazione che le mancava da settimane, da quando è nata. E lì si è abbandonata alle nostre carezze calde, alle nostre cure. E quello è stato… è stato fenomenale. Insomma io ora non riesco a parlarne più di tanto perché mi sto ancora assaporando la sensazione e me la sto guardando dormire nel passeggino. Per cui ora mollo e me ne torno nei miei pensieri, e magari nei prossimi giorni torno su queste sensazioni. Nel frattempo, cercherò di aprire un nostro spazio su www.mammenellarete.com. Ci sono delle cose fenomenali per quanto sono uno specchio di ciò che ci accade. E poi, è uno spazio amico (Tiziano rules)

La nonna è andata

Da quando è nata Sara, mia madre è andata. Irrimediabilmente, irrecuperabilmente, felicissimamente andata. Nata Sara chissà come è riuscita a trattenersi dal piangere. Sono convinto non sia esplosa in lacrime solo per paura che la cazziassi (come ho fatto per tanto tempo nella mia vita). Il giorno della mia laurea (il primo dei due fratelli) avrebbe voluto versare lacrime di felicità, ma io le dissi di non farlo, di non permettersi perché non ho mai capito il senso delle lacrime di felicità.

Quando lei è nata si è trattenuta, ma sta distillando le lacrime di gioia che le si irradia dagli occhi ogni volta che viene a casa, da cui ormai non riusciamo a schiodarla più. In più di sei anni che viviamo in questa casa, se i miei sono venuti a casa una decina di volte sarà tanto. Dal 23 del mese scorso, sono sempre a casa, ogni volta che possono. E mia madre ha puntualmente Sara in braccio. Con qualche imbarazzo, perché erano tanti anni che non si occupava di neonati (circa 30). Però c’è, come è sempre stato, c’è dove ti aspetti che sia quando ne hai bisogno.

Ma i segnali del suo rimbambimento a causa di Sara sono altrove: sono nel fatto che ha imposto a mio padre di riprendere la sua vecchia Canon Reflex (quella che usava quando io e mio fratello eravamo bambini) per farci maree di foto da trasformare poi in diapositive. Tutto tipico degli anni ‘70, quando le Canon le facevano ancora di metallo, il marchio era pressofuso, si usava ancora la pellicola Kodak che doveva essere caricata per ogni scatto. Insomma, un oggetto che Papà non tirava fuori da almeno 10-15 anni e che mio fratello ha autonomamente assegnato alla sua parte della futura eredità. Insomma il giorno dopo la nascita di Sara, mio padre sfodera quest’aggeggio per fare delle foto alla ciambella. Tra l’altro, come si faceva una volta, tutte venute bene (come cavolo è possibile?!). E il giorno dopo ancora, le foto erano già sviluppate e messe in un album (sempre versione anni ‘70) per essere mostrate ai loro amici, conoscenti, parenti, vicini e tutta la gente che si trovano oramai nel raggio di pochi centimetri.

Altri segnali sono quando mia madre tiene fra le braccia la ciambella e la guarda, con gli occhi che sorridono meravigliati per l’esistenza di Sara. La tiene, come fosse in un meraviglioso espositore, e la rimira in continuazione.

Ancora segnali ma ora basta. A Sara basterà sapere che la sua nonna paterna, quando lei è nata, è rincretinita per l’eternità, godendosi in anticipo l’effetto che le farà di nuovo quest’estate la piccola Sophia. Ed io non posso che esserne felice.

Che forza, piccola Sara!

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